Titan Quest

Il mondo è cambiato…

Gli Dei sembrano aver dimenticato il mondo e i suoi abitanti. Dalla Grecia alla lontana Cina, tutte le divinità sembrano essere divenute cieche e sorde. Le preghiere dei fedeli, dei sacerdoti e di tutti i mortali cadono nel vuoto. Creature che un tempo erano pacifiche, altre che non lo sono mai state, ma non osavano abbandonare i recessi della terra, adesso spadroneggiano in lungo e in largo devastando e trucidando. E’ questo il contesto in cui siamo chiamati ad agire nel GdR di Iron Lore: Titan Quest. E’ un Gioco di Ruolo (GdR) estremamente intuitivo, definito dagli esperti come Hack & Slash.

In altre parole la principale occupazione del giocatore è quella di proseguire lungo il sentiero creato dagli sviluppatori a forza di fendenti e affondi con l’arma bianca, a colpi di frecce con gli archi e con incantesimi e magie. Legioni di avversari di ogni tipo proveranno a fermare la nostra avanzata. Man mano che si uccidono i nemici si guadagnano “punti esperienza”, che dopo un certo limite permettono di far divenire il personaggio controllato ancor più potente. Il protagonista è un ignaro viandante, con tanti muscoli e poca consapevolezza di quello che sta accadendo. Questo non lo scoraggia più di tanto, impugna un coltello da cucina e trucida il primo gruppo di nemici. Parlando con il primo, disperato, villano, i primi brandelli di trama vengono fuori.

…lo sento nell’acqua…

Il protagonista del gioco è un anonimo contadino, che può essere di sesso maschile o femminile. La scelta del sesso e del nome del personaggio saranno gli unici dettagli a disposizione per personalizzare dal principio l’eroe della vicenda. Come in ogni gioco di ruolo ci saranno le caratteristiche principali, che ad ogni avanzamento di livello potranno essere aumentate secondo la nostra preferenza. La Forza aiuta a migliorare la potenza fisica, la Destrezza contribuisce ad una maggior precisione nel colpire e maggiore evasione dai colpi avversari; la Costituzione aumenta il massimale dei punti vita e l’Intelligenza aumenta la resistenza e la potenza magica. Sembra tutto già visto, tutto già provato, ma è qui che entra in scena l’innovativo sistema di gestione del personaggio.

Ad ogni passaggio di livello, oltre al consueto aumento dei punti caratteristica, saremo premiati da “punti abilità”. Questi punti potranno essere utilizzati per aumentare abilità particolari. E qui entra in scena l’innovazione: le abilità appartengono a otto “scuole di pensiero”, otto principali “Maestrie” che dovrebbero soddisfare i palati più esigenti: Combattimento, Difesa, Terra, Tempesta, Caccia, Spirito, Furtività, Natura. Proseguendo l’evoluzione del nostro personaggio scopriremo che potremo scegliere e sviluppare al massimo solo due delle otto Maestrie. Ogni Maestria offre numerose capacità, attive e passive, che aiutano a potenziare il personaggio o a renderlo molto pericoloso quando affronta le infinite orde di avversari. Oltre alle Maestrie possiamo migliorare l’infinità di armi, armature, oggetti e scudi che andremo trovando con delle rune, che alcune volte cadranno dai mostri uccisi.

….lo sento nella terra…

Graficamente parlando assistiamo ad uno dei migliori esempi di come le odierne tecnologie possono essere sfruttate per regalare agli occhi smaliziati dei videogiocatori uno spettacolo davvero fantastico. L’erba e i campi di grano ondeggiano alla brezza che soffia, oppure vengono smossi dal passaggio delle creature e dei personaggi. I raggi del sole filtrano dal fogliame di foreste rigogliose e si posano sulle armature di chi passa nel sottobosco, sull’erba scura e sul carapace di creature mostruose. Fasci di luce filtrano dal soffitto di grotte altrimenti oscure e dispersive. Cerchi d’acqua si allargano sotto i passi pesanti e frettolosi dell’eroe che sfida paludi e spiagge pur di arrivare alla meta. Armi, armature, oggetti e fondali solo sapientemente curati fin nei minimi dettagli per regalare al giocatore un’esperienza da ricordare. La notte si alterna col giorno in un trionfo di tonalità, mentre le fiaccole vengono accese e l’oscurità ci lascia un ridotto campo visivo. L’unico neo da registrare è l’assoluta mancanza di agenti atmosferici o tempo dinamico.

Nel mondo di Titan Quest, a parte quella piacevole brezza che smuove gli steli d’erba e il fogliame, non piove mai e non c’è nebbia. Esistono locazioni in cui si cammina sulla neve ma dal cielo non cadrà mai. L’effetto degli incantesimi e davvero piacevole, alcune volte si assistono ad autentici spettacoli pirotecnici e tutto l’insieme suggerisce che la dovizia di particolari e l’attenzione prestata per sfruttare ogni frammento della scheda grafica, siano state impiegate a dovere.

…lo avverto nell’aria

Il sonoro si attesta su livelli discreti. Non si parla certo di miracolo, né di assoluto fallimento. Il rumore delle spade che cozzano sulle armature, le esplosioni provocate dagli incantesimi, i versi mostruosi delle creature, aiutano ad immergersi nel contesto fantastico. Le musiche sembrano affidate ad una vera orchestra, e contribuiscono ad esaltare le gesta epiche che siamo chiamati a compiere. Ogni locazione ha un particolare accompagnamento musicale. Per esempio all’inizio, in Grecia, saremo accompagnati da liuti e tamburi, mentre in estremo oriente le note che accompagneranno i nostri genocidi saranno affidate a corde e flauti. Il tutto contribuisce a calare il giocatore nell’ambiente in cui è chiamato ad agire.

Molto di ciò che era s’è perduto perché…

Ma non è tutto oro quello che luccica, perché fino ad ora sembra di leggere di un gioco praticamente perfetto sotto ogni punto di vista, adatto a tutti coloro che si affacciano o sono esperti in campo di GdR per computer. Passiamo quindi ad esaminare i limiti di quello che resta comunque uno dei più bei GdR “ammazza-tutto” in circolazione. Il primo vero limite è proprio questo: a parte uccidere in svariati modi le centinaia di migliaia di nemici che ci sbarreranno la strada non saremo chiamati a fare molto altro.

L’esplorazione è ridotta alla scoperta di piccole porzioni di mappa che si discostano dal sentiero principale. E qui si collega l’altro punto debole: il gioco è estremamente lineare e non si perderà mai la direzione in cui andare. Quando questo accade, si può tranquillamente consultare la mappa e chiarirsi un po’ le idee. La trama è molto interessante, ma non c’è niente che possa far gridare al miracolo narrativo: il mondo è il pericolo, dei ed eroi non riescono dove riuscirà “l’Eletto”, quel/la contadino/a che si farà strada diventando potentissimo. Alla lunga si rischia di annoiarsi prima della fine del gioco, poiché non tutti potrebbero apprezzare la semplicità e l’unica dote chiamata in causa (tanti muscoli e poco cervello). Se questi difetti, tanto relativi quanto fondamentali, non vi scoraggiano, allora state sicuri di aver trovato un titolo adattissimo ad affacciarsi al mondo dei Giochi di Ruolo.

…ora non vive nessuno che lo ricorda

Titan Quest è un GdR “tutto-azione” che lascia poco e nulla all’inventiva e all’intelletto del giocatore. E’ estremamente lineare e soffre di scarsa originalità in termini di storia. Il tutto è però compensato da un comparto grafico davvero notevole ed estremamente curato fino ai minimi dettagli; da una gestione del personaggio assolutamente innovativa e intuitiva; da un’ambientazione davvero d’eccezione, data l’estrema facilità dei concorrenti a fossilizzarsi su quel “gotico-medievale” che ricorda tanto il capostipite della serie: Diablo. Per i neofiti del genere è un acquisto caldamente consigliato, per i cultori del GdR potrebbe essere quasi un insulto al genere, ma se cercate un degno erede di quel Diablo che tanto ha fatto parlare di sé allora l’avete trovato. Ultima nota da segnalare: la possibilità di finire il gioco insieme ad altri amici, tramite la connessione internet o partite via LAN. L’esperienza potrebbe quindi cambiare sensibilmente e lasciare che i giocatori possano adottare tattiche più o meno complesse per affrontare degnamente almeno i classici Boss di fine livello.

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